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Aurelio Pes - «È
curioso che nelle opere di Bertolino la precisione artigianale del
manufatto e l¹esigenza di andare oltre lo spazio mentale così
costituito, piuttosto che entrare in guerra fra loro, finiscano poi per
trasformarsi in un ossimoro creativo, che è la più riposta energia
della sua pittura. E così, dentro il canonico recinto della tela, oltre
che le immagini reçues di barche e cieli, colline e arcobaleni, glicini
e palme, si fanno strada idee più astratte come minacce di tempeste
incombenti, sentieri che s’arrotano ciechi, grappoli di fiori che
conflagrano, torri che sembrano soccombere a un cupo mare di seppia; e
ciò mentre globi levitano dalle acque, quasi a indicare un più lontano
eliso, purificato dalle tensioni delle spatole e dei graffiti, avvolto
in un silenzio siderale, che è quello della nostra anima contemplante.
Poi, d’improvviso, il cielo torna a infiammarsi di porpora, gli alberi
in tensione a stridere, i viola ad annidarsi tra i verdi delle piante
folgorate da un flash selvaggio e innaturale, le spume degli oceani a
diventare ghiacciai o striature del gelo sui vetri, mentre l’intero
universo torna a trovare il suo perno nella figura d’uomo (o donna ?)
seduta di spalle, raccorciata e solida per sostenere l¹urto degli
elementi; mentre i globi, che cangiano di segno, sembrano ora proiettili
infuocati d¹un meteorite in frantumi.» (Aurelio Pes)
Enzo Dall’Ara - «L’arte di Giuseppe Bertolino
enuncia, da sempre, una pregnante vocazione all¹indagine speculativa,
condotta parimenti sui diversificati materiali utilizzati, sovente
enucleati dall’anima della natura, e sui più squillanti od
introspettivi toni cromici, a turgida emanazione di plastica purezza. Se
nelle opere meno recenti, suggellate da una ricerca estetica protratta
sul limen tematico e coloristico di ascendenze pittoriche traslitterate
in formulazioni immaginative ed astrattizzanti più liquide e contenute,
nei dipinti attuali è impressa una caratura gestuale che dona ai
pigmenti una mutabilità formale che va oltre la pregnante carica
magmatica del plasma pittorico. Un incontenibile dinamismo permea ogni
creazione ed annuncia, sulla tela, un’esplosione di elementi naturali
che sottende quanto spessore di vita l’artista percepisca nel
riguardare e nell’interiorizzare un paesaggio fisico trasmutato in
mentale panorama d’esistenza. (Enzo Dall’Ara)
Bent Parodi di Belsito - «L'epifania del colore quale
mezzo e fine del suo particolare linguaggio artistico. È la cifra
essenziale di Giuseppe Bertolino, un artista che alterna un sapiente uso
della spatola al tradizionale pennello, con esiti estremamente
interessanti. La sua dimensione pittorica è priva di confini; materica,
la distinguono impasti particolari, pomice, stucchi sempre votati a
canti sinfonici del concerto cromatico. Ha appreso la lezione degli
impressionisti e l'ha fatta propria con uno stile originale, prossimo
talora all'astrazione. Acquarelli, olï sono il suo terreno privilegiato
di confronto con la realtà, che Bertolino ha interiorizzato con
sensibilità da artista certo postmoderno. Sicché le sue opere rivelano
un comune sentire, che è quello d'una natura magmatica ormai piegata al
pensiero fluttuante: natura che qui riflette ed esalta il suo senso
originario e fondativi di genesi, di cosmogonia dell'espressione. Vi si
confa l'accezione greca del termine, la physis intesa come processo
generativo dell’essere. Ci troviamo di fronte delle rappresentazioni
del divenire, caotiche a tratti, che manifestano dignità e carattere
propri dell'Essere, come dire che nell'arte è possibile una
riconciliazione se non addirittura - una identificazione fra il divenire
e l'essere.» (Bent Parodi di Belsito)
Francesco Carbone - «Una pittura, rivolta ai
luoghi della natura e che Bertolino sa rendere con rara capacità
creativa, tenendo nel massimo conto sfumature e gradazioni cromatiche di
grande effetto compositivo, in cui chiarori e ombre conferiscono
all’opera una suggestiva e pacata luminosità diffusa nell¹intreccio
dei verdi rami. Una pittura, infine, con la quale l¹artista riesce a
dare un intelligente e originale apporto al divenire della cultura
figurativa del nostro tempo, lascia intravedere in quale direzione potrà
o potrebbe essere orientata la nuova pittura la cui visione deve essere
basata esclusivamente sulla struttura genetica del colore e, quindi,
sulle sue nuove disponibilità estetiche ed artistiche...» (Francesco
Carbone) |